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Associazione Tartufai delle Valli Aretine

Vieni anche tu a far parte della nostra associazione
(John Petit-Senn)

I geni nell ’arte e i tartufi nei campi

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In questo sito troverai tutte le informazioni che riguardano le attività legate alla ricerca del tartufo in Toscana, le  ultime notizie aggiornate sugli eventi, i calendari    di raccolta, come far addestrare un cucciolo e tanto altro, inoltre associandoti potrai usufruire di numerosi vantaggi ,quali l’assicurazione per il tuo cane ad un prezzo di soli 10 euro annui, la possibilità di abbonarti alla rivista trimestrale il tartufaio italiano al costo di soli 10 euro. Inoltre associandoti sicuramente contribuirai alla salvaguardia e alla tutela delle tartufaie naturali minacciate dalle attività umane(es taglio di superfici boschive  produttive, apertura strade ecc.)Accesso alle tartufaie di nostra realizzazione e  conduzione .   Possibilità dell’acquisto del libro delle tartufaie naturali presenti nella nostra provincia .     Il costo della tessera e di soli 20 euro annui. Vi aspettiamo  numerosi.

(Virginia Woolf)

Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene.

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Tra il tartufo bianco e il tartufo nero, tra il principe e il povero, il vero errore è cercare il vincitore. Come pesare caviale e patate. Buonissimi tutti e due, nella loro evidente diversità.
(Licia Granello)

(Lorenzo Cairoli)

Noi i nostri Tartufi ce li cerchiamo da soli

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Guido Piovene nel suo “Viaggio in Italia” definiva il tartufo “essere misterioso, che rende misteriosi anche gli uomini nell’andarne a caccia” . Perché i cacciatori di tartufi – i trifulau – quando scoprono una riserva, continuano il loro giro simulando indifferenza per non attrarre l’attenzione degli altri. Dopo pranzo vanno al caffè, e alla solita ora fingono di tornare a casa per coricarsi ; invece escono in segreto con una lanterna cieca e un cane silenzioso.

Se dopo una buona giornata di caccia avrai ancora voglia

Divertiti infine a cucinare con le nostre ricette

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Antipasti al Tartufo
Deliziose ricette profumate
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Primi al Tartufo
Deliziose ricette profumate
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Secondi al Tartufo
Deliziose ricette profumate
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Dolci  al Tartufo
Deliziose ricette profumate
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Associazione Tartufai delle Valli Aretine

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Associazione tartufai delle Valli Aretine

Per Contatti e Informazioni

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Presidente :Moreno Moroni

cell.338/5629300
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Vice presidente :Foianesi Gianfranco

cell.335/7714591
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Segretario :Vannuccini Roberto

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Associazione Tartufai Valli Aretine

Dove Siamo

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Ritenuta a titolo d’imposta per i raccoglitori di tartufi

                                                                     

 


FISCO “IL SOLE 24 Ore”
Ritenuta a titolo d’imposta per i
raccoglitori di tartufi
–di Michele Brusaterra
È il «1040» il codice da utilizzare per il versamento della ritenuta applicata sui compensi corrisposti ai
raccoglitori occasionali di tartufi.
A prevederlo è la risoluzione 123/E/2016 pubblicata ieri. Dal 1° gennaio 2017 entrano, infatti, in vigore le
nuove norme introdotte dalla legge europea per il 2015-2016 (legge 122/2016), che hanno modificato la
disciplina fiscale dei raccoglitori occasionali di tartufi, volte a chiudere le procedure di infrazione sollevate
dall’Unione europea nei confronti dell’Italia.
Attualmente c’è l’obbligo di emissione di autofattura da parte dei cessionari che, nell’esercizio di impresa, si
rendono acquirenti di tartufi da raccoglitori dilettanti od occasionali di tartufi non muniti di partita Iva, così
come stabilito dalla legge finanziaria per il 2005. La norma, però, è risultata in contrasto con le disposizioni
europee visto che non è possibile che sorga un’Iva in presenza di una cessione effettuata da un soggetto che
non è un soggetto passivo ai fini di tale imposta.
Le attuali disposizioni hanno lo scopo di rendere tracciabile il commercio dei tartufi proprio attraverso
l’emissione di un documento da parte del cessionario del tartufo stesso anche se, all’interno dell’autofattura
emessa, non si rende necessaria l’indicazione delle generalità del cedente. Per quanto riguarda, invece, la
liquidazione dell’imposta relativa a tutte le autofatture, essa deve essere versata all’erario, nei termini di
legge, senza, però, poter esercitare il diritto di detrazione.
Dal 1° gennaio 2017 due sono le modifiche che interessano il tartufo. Da una parte l’aliquota Iva applicabile
alle cessioni passa da quella ordinaria, attualmente del 22%, a quella ridotta del 10% grazie all’inserimento,
all’interno della parte III, della Tabella A, allegata al Dpr 633/1972, della voce 20-bis) che letteralmente
prevede l’applicazione dell’aliquota agevolata alle cessioni, da parte di soggetti passivi d’imposta, di «tartufi
freschi, refrigerati o presentati immersi in acqua salata, solforata o addizionata di altre sostanze atte ad
assicurarne temporaneamente la conservazione, ma non specialmente preparati per il consumo
immediato».
La seconda novità riguarda, invece, l’applicazione della ritenuta a titolo d’imposta, con obbligo di rivalsa, sui
compensi corrisposti ai raccoglitori occasionali, e non più dilettanti, di tartufi. La norma prescrive che la
ritenuta sia applicata attraverso l’utilizzo dell’aliquota Irpef prevista per il primo scaglione di reddito
all’articolo 11 del Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir), attualmente fissata nel 23 per cento. Il codice
tributo «1040» è stato quindi individuato dalla risoluzione 123/E di ieri.
25/11/2017 Ritenuta a titolo d’imposta per i raccoglitori di tartufi – Il Sole 24 ORE
http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2016-12-28/ritenuta-titolo-d-imposta-i-raccoglitori-tartufi-222942.shtml?uuid=ADZbm4LC&refresh_ce=1 2/2
Tale ritenuta a titolo d’imposta non colpisce, però, il corrispettivo complessivo dovuto al raccoglitore
occasionale, ma bensì il 78% dello stesso importo. L’articolo 25-quater, del Dpr 600/1973, infatti, riconosce
una deduzione forfetaria del 22 per cento a titolo di spese di produzione del reddito.

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